“ARTICOLO LECCIO
C’era una volta un leccio secolare all’ingresso del parco di villa Spada, ma in due soli giorni di quella pianta così anziana è rimasta solo segatura. Lo lamentano Mauro e Teresa Zucchini, parlando di una pianta “dal tronco di diametro probabilmente superiore ai 60 cm e dal magnifdfico, ampio cappello, sebbene un po’ provato dall’evidente scarsa cura”. I due ricostruiscono gli ultimi giorni di quella pianta: “Proprio nella spopolata settimana di ferragosto, una squadra di giardinieri ha provveduto alla ‘potatura’ approfittando, ci hanno detto gli esperti, del ‘fermo vegetativo’. Il primo giorno è stato capitozzato, fino a lasciare solo un piccolo resto di tronco residuo”. Il giorno dopo “è stato estirpato anche l’ultimo avanzo di tronco”. La coppia, quando ha fatto notare che si è trattato di una potatura “un po’ radicale”, ha avuto come chiarimento dall’Urp del quartiere: “L’’albero era ricoperto per quasi la metà della sua superficie di un tipo di fungo che lo rendeva estremamente pericoloso”. Ma la famiglia Zucchini non è d’accordo, “un po’ perché ci ricordiamo un albero in buono stato; un po’ perché le motivazioni sono ripetitive e vanno dagli insetti ai funghi, dal caldo al secco, dalle tempeste alla neve per arrivare alla fine del ciclo vitale e concludersi con: “Verrà sostituito con tipologie più consone al contesto urbano. La realtà, è che in parchi, piazze e viali bolognesi il verde si è decisamente diradato. Non sarà invece la manutenzione insufficiente, probabilmente condotta da personale inesperto, scarsamente formato? Certo bisogna risparmiare, i fondi sono scarsi ma anche impiegati in modo discutibile […]. Una semplice potatura periodica per regolare la chioma di un albero è presumibilmente meno costosa.”
Fonte: Repubblica 4 Settembre 2017

